Borghi in Sicilia Santa Maria la Scala Catania
Santa Maria alla Scala (‘A Scala in siciliano) e’ un piccolo centro balneare e peschereccio che si sviluppa a 15 metri sul livello del mare e che rientra nella provincia di Catania.
Il centro si ricorda soprattutto per la Chiesetta seicentesca, per il suo piccolo porto e per la sua spiaggia sassosa.
Il borgo si trova sulla costa ionica ai piedi della Timpa, a circa 3 chilometri da Acireale, di cui costituisce il più prossimo sbocco a mare.
L’abitato si raccoglie attorno al porticciolo detto Scalo Grande, allungandosi sull’angusto lungomare verso sud. All’estremità meridionale della frazione vi è un mulino ad acqua alimentato dalla sorgente Miuccio che sgorga a pochi metri dal mare dalle pareti rocciose della Timpa.
A nord dell’abitato, accessibile via mare, si trova la Grotta delle palombe (Grotta dei colombi), una grotta in un complesso di basalti colonnari ormai pesantemente danneggiata dalle mareggiate.
Secondo la leggenda era un rifugio amoroso del pastore Aci e della ninfa Galatea.
I collegamenti con Acireale sono assicurati da un’unica strada provinciale che sostituisce la vecchia via denominata “le Chiazzette”, non carrozzabile, che costituisce il percorso più breve di collegamento con la città ed è oggi un interessante itinerario naturalistico attraverso la riserva naturale della Timpa.
Cosa state aspettando?? La Sicilia è pronta per essere scoperta…
Vacanze in Sicilia - La Costa Catanese - Dove Andare a Mare
Siete in Vacanza nella mia bella isola? Vi trovate nella costa orientale e non sapete dove andare a mare? Ecco alcuni pratici consigli e se clicchi su “Voli Low Cost per Catania“ scoprirai come atterrare all’Aeroporto di Fontana Rossa.
Un litorale di scogli di pietra lavica o una spiaggia di sabbia dorata? Il limite di queste due aree è la passeggiata a mare detta affettuosamente “u passiaturi” che da Piazza dei Martiri, dove l’Obelisco di S.Agata schiaccia il serpente, va alla Stazione Centrale.
Se preferite la sabbia, proseguite verso sud in direzione Porto. Dalla via Dusmet, la strada della Marina che costeggia il porto, giungerete a Piazza Borsellino: da qui vi aspetta la Playa, chilometri e chilometri di spiaggia dorata che si estende oltre l’Oasi del Simeto fino al borgo di Agnone Bagni ai confini della città di Lentini.
La Playa di Catania, ha 3 spiagge libere, a regia comunale, la prima spiaggia libera si trova subito dopo il porto, da lì iniziano gli stabilimenti balneari ,“i Lidi”, i più antichi di Catania, che proseguono con tutte le offerte di balneazione per tutti i gusti e le età.
Molti stabilimenti, la sera si trasformano in Aperitve Bar, Disco Bar, Tangherie.
Se preferite tuffarvi dagli scogli e fare una bella nuotata, bisogna proseguire verso nord in direzione della Stazione, già qui, si trova ancora uno tra i più antichi stabilimenti balneari.
Da piazza Europa, dove si possono trovare i primi solarium e lidi balneari privati, proseguite per il lungomare, viale Ruggero di Lauria, fino al borghetto di pescatori di San Giovanni Li Cuti, così chiamato per la sua spiaggetta fatta da “Cuti Lisci”, pietre lisce costituite da varie dimensioni di ciottolato lavico.
Se proseguite più avanti troverete ancora il Borgo di Ognina, con il suo porto e con la chiesa dedicata alla Maria Bambina, dove l’8 settembre si tiene una festa particolare che coinvolge i pescatori e i devoti. se vi soffermate in questo luogo, da non perdere è il piccolo museo del mare.
Dal Borgo di Ognina inizia la zona residenziale detta “Scogliera” con abitazioni private e stabilimenti balneari. Anche qui la sera potrete dilettarvi tra aperitivi, bar e Disco Bar. La Scogliera culmina nel paese di Acicastello con il suo Castello Medievale basato su una rupe lavica millenaria che emerge dalle viscere marine.La scogliera si allunga per tutta la riviera acese per circa 30 km fino a Fiumefreddo, da dove potrete scorgere Taormina.
Feste Religiose in Sicilia - La Festa di Sant'Agata a Catania - 3/5 Febbraio
Santa’ Agata per i catanesi è come Santa Rosalia per i palermitani… Non a caso queste Sante sono le rispettive patrone delle due più importanti città siciliane.
Entrambe con una storia alle spalle e lunghi anni di venerazione e riti religiosi che si ripetono da tempi immemori!
Catania dal 3 al 5 febbraio si ferma… Tutti partecipano alla lunghissima processione del grande e pesante (30 quintali), fercolo della santa che, trainato e spinto da centinaia di devoti, attraversa gran parte del centro storico della città.
Si tratta di tre giorni di solennità dedicati appunto alla Santa Patrona… Una grandiosa festa, che racchiude fede e folclore allo stesso tempo: spettacoli pirotecnici e celebrazioni solenni, strade illuminate da chilometri di luminarie, affollate processioni e sontuosi cortei storici che rinnovano ogni anno nella città barocca, le suggestioni di riti antichi e mai perduti.
Nella prima giornata di festeggiamenti le autorità civili, religiose e militari sfilano in un composto corteo, con figuranti in costume storico, con la settecentesca carrozza del Senato, al seguito delle undici “candelore”, pesanti costruzioni lignee, intagliate e dorate, realizzate dalle antiche corporazioni dei mestieri e portate a spalla da uomini forzuti, per il tradizionale appuntamento dell’offerta della cera.
CURIOSITA’: Ogni tanto le “cannalore” si fermano e gareggiano fra loro effettuando la cosiddetta “annacata”, una serie di movimenti e di dondolii che culminano in uno slancio in alto della cannalora.
La giornata prosegue con l’omaggio floreale dei vigili del fuoco che salgono fino a sfiorare il punto più alto della Cattedrale per deporre una composizione floreale al simulacro della celeste protettrice, invocata da secoli contro gli incendi e le eruzioni dell’Etna.
Nel pomeriggio si disputa il trofeo internazionale di podismo, e a sera la prima giornata dei tre giorni agatini si conclude a piazza Duomo con l’esecuzione di canti tradizionali in onore della patrona e con uno spettacolo di fuochi d’artificio, famoso per intensità e bellezza cromatica dei suoi giochi.
I giorni più solenni sono il 4 e il 5, quando il busto, ad un tempo effigie della santa e reliquiario delle sue spoglie, interamente ricoperto dei gioielli offerti nel corso dei secoli da devoti, viene portato in processione lungo le vie della città, trainato attraverso lunghe corde da 4 o 5 mila “cittadini”, uomini che per voto indossano il sacco bianco, stretto in vita da un laccio, calzano un berretto di velluto nero, e si muovono a piccoli passi tra la folla al grido di “Cittadini, viva Sant’Agata“.
Uno dei momenti più emozionanati e suggestivi della festa è la cerimonia che si svolge prima ancora che spunti l’alba, giorno 4, quando nella Cattedrale viene aperto il sacello, nel quale il busto ingioiellato della Santa viene nascosto e custodito per tutto l’anno, davanti ad una folla di fedeli che attendono il momento con inni e suppliche dedicati a Sant’Agata, che sfociano in un assordante applauso nel momento in cui lo scrigno viene issato sull’altare.
LA STORIA DI SANT’AGATA
Era il 238 d.C. quando nacque a Catania Sant’Agata. Ancora adolescente non cedette alle lusinghe del proconsole romano Quinziano che per questo la fece sottoporre a tutta una serie di martiri come la tortura con carboni ardenti, culminati nel taglio delle mammelle.
Cosa state aspettando? Venite a Catania in occasione della Festa della Santa Patrona, e visitate i luoghi dedicati al culto di sant’Agata come la chiesa di Sant’Agata al Carcere!
Chiese in Sicilia - La Chiesa di Sant'Agata al Carcere - Catania
Tra qualche giorno a Catania si festeggerà la mitica festa di Santa Agata, per questo oggi vorrei parlarvi della chiesa di Sant’Agata al Carcere, chiamata così perché secondo la tradizione è stata il luogo in cui la Santa Patrona venne imprigionata prima di subire il martirio.
L’edificio sacro si erge su ciò che resta del Bastione del Santo Carcere, appartenente alle mura di Carlo V del XVI secolo, che difendeva la porta nord (chiamata Porta del Re) della città di Catania.
Grazie ai diversi rimaneggiamenti, oggi la chiesa presenta elementi architettonici e decorativi relativi a diversi secoli. Il prospetto per esempio, risale al XVIII secolo in quanto l’edificio venne distrutto dal terremoto del 1693.
La facciata, su un originale disegno di Giovan Battista Vaccarini, è in stile barocco siciliano mentre l’antico portale strombato è in stile romanico, e fu recuperato dalla cattedrale.
Di particolare interesse artistico è appunto il portale, unico esemplare in Sicilia dello stile Romanico Pugliese, che venne realizzato in marmo bianco con arco a tutto sesto ed è retto da sei colonnine decorate in tre modi diversi (rispettivamente dall’esterno verso l’interno a scacchiera, a spina di pesce e a losanghe), il cui motivo si ripete lungo le strombature dell’arco stesso, e da due pilastrini che fungono da stipiti su cui potrete notare figure e simbologie bibliche, animali reali o immaginari che si intrecciano tra loro grazie ad una modanatura a motivo floreale.
L’interno invece è costituito da due corpi diversi.
La parte anteriore è barocca con volta a botte; mentre la parte absidale è costituita dalla campata a crociera gotica con tetto a costoloni, terminanti in uno stemma circolare, poggiato su colonne sormontate da capitelli corinzi.
Sulla base di alcune recenti teorie tale campata apparteneva ad un sistema di collegamento alla sovrastante chiesa di Sant’Agata la Vetere, che un tempo le era connessa. Tra le opere custodite una pala sull’altare maggiore che rappresenta il “Martirio di Sant’Agata” di Bernardino Niger.
UN PO’ DI STORIA
La costruzione risale ad un periodo successivo al 1194, dopo il terribile sisma che distrusse la città di Catania, edificata per volere di Federico II, il quale sarebbe rappresentato sopra uno dei sei capitelli, seduto su uno scranno.
CURIOSITA’
Vicino all’altare del Crocefisso si trovano due lastre di pietra lavica che secondo la tradizione apparterrebbero a Sant’Agata: in una di queste sono impresse le orme di due piedi che avrebbe lasciato la santa catanese.
All’interno della chiesa si apre angusto passaggio che conduce in un locale di epoca romana, attiguo alla chiesa, considerato il carcere di Sant’Agata, dove nel gennaio del 251 venne imprigionata la Santa.
Nella stessa chiesa è conservata la cassa in cui erano contenute le reliquie di Sant’Agata riportate a Catania, da Costantinopoli, dai soldati Gisliberto e Goselmo nel 1126, dopo un’assenza di oltre 86 anni.
Natale in Sicilia - Trekking sull'Etna
Per le tue Vacanze di Natale in Sicilia, Vacanze Siciliane.net oltre a proporti cosa mangiare, ti consiglia anche come smaltire i pranzi e le cene che in questo periodo sono un “MAST” nelle case di noi siciliani.
Che ne dici di una bella passeggiata o magari del sano trekking attraverso i percorsi organizzati tra la natura incontaminata del Parco dell’Etna??
Un luogo meraviglioso, con angoli selvaggi, immersi in una natura che non è stata ancora addomesticata dall’uomo, lontani dal tran tran metropolitano, ma soprattutto circondati dalla neve... un evento raro e di grande fascino per noi abituati al “sole d’inverno”!
Stavo dimenticando l’attrazione principale, ovvero le visite ai crateri, con le loro suggestive eruzioni, che puntualmente incantano sia il neofita che l’escursionista esperto!
Entriamo meglio nel dettaglio del nostro viaggio alla scoperta “ra Muntagna” come la chiamano i catanesi!
Tutti possono concedersi un’escursione sull’Etna, la montagna è ricca di percorsi di vari livelli di difficoltà, adatti sia per gli esperti scalatori sia per chi vuole solo fare una passeggiata nella natura.
L’Ente del Parco dell’Etna ha creato un percorso “accessibile a tutti”, il sentiero Gurrida, situato sul lato nord-ovest del vulcano, è stato pensato appositamente per permettere anche alle persone con difficoltà motorie di ammirare questi splendidi panorami.
Il sentiero del Burò è uno dei più semplici, perfetto per i principianti, parte dall’omonima gotta di scorrimento lavico e prosegue per 2 chilometri lungo il lato Nord dell’Etna. Durante la camminata potrete vedere come gli abitanti del luogo hanno saputo adattarsi all’ambiente, costruendo terrazzamenti per coltivare, piccole casette e costruzioni caratteristiche.
Il sentiero Piano dell’Acqua, più impegnativo, parte dal piccolo paese di Zafferana Etnea e vi porterà in un paesaggio quasi lunare, tra i resti di antiche colate laviche e della vegetazione distrutta dalla potenza del fuoco. Tra il paesaggio brullo emergono solo le piccole ginestre, che forse riporteranno alla mente le reminiscenze scolastiche del Leopardi.
Se l’idea di fare trekking sull’Etna ti ha conquistato e hai una discreta preparazione fisica, allora ti consiglio anche un percorso più complesso: un itinerario caratterizzato da una forte pendenza, ma se reggi la fatica, ti porterà fino alla cima del monte Zoccolaro, tra meleti e boschetti di faggi, dove potrai godere di una veduta unica sulla Valle Del Bove ed osservare il percorso del fiume di lava delle ultime eruzioni.
Per chi volesse prolungare il piacere di fare trekking sull’Etna, sono disponibili anche speciali tour di più giorni, anche per unire l’avventura alla scoperta della gastronomia locale. CLICCA QUI per visualizzare le alternative proposte dall’Ente Parco dell’Etna.
PER UN’ESCURSIONE SICURA
GUIDE ALPINE E VULCANOLOGICHE DELL’ETNA – via Etnea 49 Nicolosi – tel. 095 7914755 oppure 389 3496086, www.etnaguide.com
FUNIVIA DELL’ETNA – piazzale Rifugio Sapienza, Nicolosi Nord – Etna Sud – tel. 095 914141, www.funiviaetna.com
CAI SEZIONE CATANIA – via Messina 593/A Catania – tel. 095 7153515 – www.caicatania.it
Buone Feste da Vacanze Siciliane.net
Cosa Visitare in Sicilia - La Chiesa di San Benedetto a Catania
La chiesa di San Benedetto è una basilica cristiana cattolica di Catania, edificata tra il 1704 e il 1713 dopo il terremoto del 1693, nella celebre via dei Crociferi, una delle strade più belle della città con una particolare concentrazione di edifici risalenti al tardo barocco.
Via dei Crociferi venne ricavata a metà altezza del pendio collinare sul quale poggiano anche il Teatro e l’Odeon romani, con l’intento di mettere in comunicazione la Porta del Re (sopra piazza Stesicoro) con il piano di S. Filippo (la piazza Mazzini).
E’ proprio nel primo tratto della strada che sorge la protagonista del mio articolo di oggi: la chiesa di San Benedetto, dedicata appunto a San Benedetto da Norcia.
Quello che mi ha colpito particolarmente all’interno di questo edificio è la famosissima “Scalinata dell’Angelo”, uno scalone marmoreo d’ingresso, adorno di otto statue raffiguranti meravigliosi angeli, cinta da una cancellata di ferro battuto. Alla fine della scalinata si trova una bussola a vetri incisi realizzata nel nostro secolo.
Sembra quasi di essere all’interno di uno dei romanzi di Dan Brown
!
L’attuale prospetto della chiesa, ricco di statue e decorazioni, è diviso in due ordini: quello inferiore presenta uno splendido portale d’ingresso di legno, attribuito al Vaccarini, sulle cui formelle sono riportate scene della vita di San Benedetto; al centro vi è invece un timpano spezzato con le statue allegoriche della Temperanza e della Fortezza.
Entrando dal portone d’ingresso, superato il vestibolo con pavimento di marmi policromi e la famosa scalinata, noterete immediatamente che l’edificio sacro presenta una sola navata, con la volta interamente affrescata con scene della vita di san Benedetto, e illuminata da sei finestroni e dai raffinati candelieri a triplice voluta che poggiano sulla trabeazione.
Di grande importanza stilistica è il prezioso altare maggiore di pietre dure, argento e oro, eseguito fra il 1792 e il 1795, e gli altri affreschi attribuiti a Sebastiano Lo Monaco, Giovanni Tuccari e Matteo Desiderato.
Oggi la chiesa è affidata in custodia alle suore benedettine e fa parte del complesso conventuale che comprende anche la Badia Maggiore e la Badia Minore collegate da un ponte coperto che sovrappassa la via dei Crociferi.
Guarda il video della chiesa di San Benedetto su YouTube per un meraviglioso assaggio virtuale!