Parchi e riserve

I parchi e le riserve in Sicilia.

Riserve in Sicilia - Riserva Naturale Orientata La Timpa

La riserva naturale orientata La Timpa è una riserva regionale della Sicilia, che ricade nel territorio del comune di Acireale (CT).

La Timpa è un promontorio di circa 80 m di altezza a ridosso della costa di Acireale.

È caratterizzato da rocce di origine vulcanica gradinate e da diverse faglie dove cresce una fitta vegetazione.

Il territorio è costituito da una striscia che corre parallela ed a ridosso della costa di circa 6 km, che va da Acque Grandi (nella frazione di Capomulini) sino ai piedi della frazione di Santa Maria degli Ammalati.

Insieme all’isola Lachea, la zona costituisce un laboratorio naturale a cielo aperto in cui è custodita la storia geo-vulcanica della Sicilia. La Riserva è caratterizzata da un massiccio formato a gradinate e faglie che sembra emergere dal mare, ma che in realtà ha avuto origine da una sovrapproduzione di strati avvenuti nelle varie epoche. Le pareti della Timpa sono molto ripide, con falesie che si stagliano contro il cielo raggiungendo altezze che vanno da poche decine di metri nella zona di Acque Grandi sino ai 120 metri, dalle cui sommità si godono scorci panoramici di grande suggestione.

Grazie alla particolare conformazione, che rende impervio l’accesso e la fruizione, il territorio della riserva si presenta conservato ed in larga parte assolutamente incontaminato, pur se inserita in un contesto particolarmente antropizzato, come la costa orientale a nord di Catania.

Ai piedi del tratto centrale della riserva si trova il borgo marinaro di Santa Maria La Scala, che si può raggiungere anche con una scalinata che partendo da Acireale attraversa a zig-zag la parte centrale della Timpa (chiamate le chiazzette).

ESCURSIONI

Sentiero Chiazzette (Livello difficoltà medio) – Partendo dal quartiere ‘Suffragio’, imboccando l’antica ‘Scala d’Aci’ oggi chiamata le ‘chiazzette’ ci si imbatte nella fortezza del Tocco, posta all’inizio della discesa. Da qui si raggiunge facilmente il piccolo borgo marinaro di S.M. La Scala. Svoltando a destra si arriva alla spiaggia del Mulino, caratterizzata dalla presenza di vene d’acqua dolce sotto gli scogli e dalla sorgente del Miuccio. Qui le cascatelle d’acqua purissima sono un’ottima occasione per rinfrescarsi.

Percorso Acquegrandi (Livello difficoltà alto) – Dalla Strada nazionale per Catania, di Fronte la Chiesa di Santa Maria delle Grazie, si prosegue verso sud dove si incontra la chiesetta di nostra Signora dell’Aiuto e si imbocca un sentiero che la fiancheggia. Lungo il sentiero è possibile ammirare un’antica opera muraria che funge da canale di irrigazione, poi si giunge ad uno spiazzo dal quale si possono ammirare in tutta la loro bellezza la Timpa di Don Masi e la spiaggia di Acquegrandi. Poi è possibile scendere a mare seguendo una mulattiera che attraversa la scarpata sino a raggiungere una lunga spiaggia di ciottoli di pietra lavica.

Percorso Acque del Ferro: Santa Caterina (Livello difficoltà medio) – Partendo dalle Terme nuove di Santa Caterina, vicino l’antica rupe di San Guglielmo, si imbocca la stradella via Acqua del Ferro e poi un sentiero a zig zag che attraversa la Timpa e che conduce ad una spiaggetta di scogli,dove sgorga la sorgente di acqua dolce denominata Acqua del Ferro, per la colorazione rossastra. A circa 100 metri a sud dalla sorgente, al livello del mare si osservano dei tufi rossastri di grande interesse scientifico..

Percorso Pietra Monaca (Livello di difficoltà medio-basso) – Partendo da Via Gangi o Pennisi si raggiunge la S.S. 114, si scende per via Pietra Monaca, che fiancheggia i giardini coltivati a limoni e si raggiunge un piccolo abitato dal quale si può accedere ai rudimentali terrazzamenti. Sotto ‘Villa Lina’ iniziano due sentieri: uno in direzione nord, senza sbocco ma con vista panoramica e l’altro, ‘passo di jusu’, che consente di raggiungere la spiaggia dove in mare è adagiato uno scoglio rassomigliante ad una monaca distesa, da cui il luogo ha preso il nome.

 

 

 

Riserve Naturali in Sicilia - Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio

La Riserva Naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio è considerata una delle più affascinanti riserve di Sicilia.

Si estende per più di 5.800 ettari e abbraccia i comuni di Burgio, Bivona, Palazzo Adriano e Chiusa Sclafani. Presenta una vasta diversità di ambienti che si possono suddividere in aree boschive, praterie e corsi d’acqua.

Ma ciò che dona particolare ricchezza alla riserva è la presenza dei fossili più antichi e preziosi presenti sul territorio siciliano, sedimentatisi e stratificatisi sin dall’epoca del Permiano e che vanno a costituire le rocce calcaree. Si tratta di animali marini (foraminiferi spugne, briozoi, brachiopodi, ammoniti, trilobiti e ostracodi) vissuti nell’arcaico oceano Tetide, progenitore del Mar Mediterraneo, che si incuneava nel continente della Pangea, prima che venisse frammentato nei continenti attuali.

Nel territorio della riserva si trovano inoltre le imponenti e profonde gole di calcareo, che tracciano e accompagnano il percorso del fiume Sosio verso la Valle; il Vallone Acque Bianche in cui gli strati calcarei da orizzontali diventano improvvisamente verticali e l’antica colata lavica che da Pizzo Castellazzo si estende fino a Burgio.

Di eccezionale interesse naturalistico è il patrimonio botanico e faunistico del territorio. Per quanto riguarda la fauna è possibile distinguere ben 60 specie d’uccelli; quasi tutti i rettili e gli anfibi viventi in Sicilia, ed esiste anche un campione rappresentativo di tutta la fauna boschiva regionale, con alcune presenze rare ed eccezionali come l’aquila di Bonelli, il nibbio bruno e quello reale ed il merlo acquaiolo.

Invece, per quanto riguarda flora, nell’area boschiva sono presenti lecci, roverelle, conifere e altre essenze spontanee; negli ambienti rupestri si evidenziano gli olivastri e l’ euforbia arborea, specie rare come la vedovina delle scogliere, la camomilla delle Madonie, il cavolo rupestre e la bocca di leone siciliana.

Lungo il fiume Sosio e gli altri torrenti, si sviluppa una folta vegetazione di pioppi, salici, oleandri, rovi, la cannuccia del Reno, tamerici, etc.

COME ARRIVARE Percorrete la SS 115 Agrigento – Sciacca, uscita per Ribera, proseguite per la SS 386 in direzione di Burgio; circa 2 km prima di San Carlo girate a destra fino ai piedi del monte.

Nelle vicinanze DA NON PERDERE sono: il Museo Paleontologico di Palazzo Adriano, il Santuario di Rifesi (nel territorio di Burgio) e il Castello di Gristia (nei pressi di Chiusa Sclafani).

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Riserve Naturali in Sicilia - La Riserva Naturale delle Maccalube di Aragona

Ho deciso di parlare della Riserva Naturale integrale Macalube di Aragona perché mi ha sorpreso positivamente per la bellezza del paesaggio, quasi primordiale dato dalla presenza di un vasto territorio argilloso caratterizzato dalla presenza di fenomeni eruttivi.

Si tratta di una area protetta situata 4 km da Aragona e a 15 km da Agrigento, istituita nel 1995 dalla regione Siciliana e affidata alla gestione di Legambiente Sicilia che si occupa della tutela e della valorizzazione del sito.

La cosa che mi ha incuriosito di più è stato il nome “Maccalube”, che spero anche voi vi starete chiedendo cosa rappresenti: ebbene, le maccalube di Aragona sono delle suggestive e caratteristiche sorgenti idro-argillose, che da secoli, alimentano la curiosità e la fantasia degli abitanti del luogo, con credenze e particolari leggende.

La spettacolarità delle loro manifestazioni ha contribuito a creare un’atmosfera soprannaturale, quasi magica, infatti gli abitanti di Aragona, da sempre, hanno nutrito una sorta di sentimento di protezione misto al timore. Si pensa infatti che queste sorgenti preservino tutto il territorio da qualsiasi manifestazione sismica fungendo da “valvola di sfogo”. Ma, per queste storie dovrete attendere ancora qualche riga ;-) !

IL TERRITORIO

Le maccalube hanno origine su di un altipiano argilloso, formatosi sicuramente nel corso degli anni per la continua fuoriuscita d’argilla dal sottosuolo a causa di un processo chimico che genera potenti masse di gas nel sottosuolo; esistono inoltre piccoli corsi d’acqua alimentati dalle precipitazioni stagionali.

Questo fenomeno assume talora carattere esplosivo, con espulsione di materiale argilloso misto a gas ed acqua, scagliato a notevole altezza.

L’altopiano sovrasta ad ovest il “vallone di maccalube” dove, i rigagnoli che affiorano dalla sua superficie, a causa della loro azione erosiva, determinano la formazione di lunghi solchi detti “calanchi”.

L’area di maggiore interesse è la collina dei Vulcanelli, un’area brulla, di colore biancastro e grigio scuro, popolata da una serie di vulcanelli di fango, alti intorno al metro. I vulcanelli sono il frutto di un raro fenomeno geologico definito vulcanesimo sedimentario.

ORIGINE DEL NOME

Il sostantivo Macalube (o secondo alcune versioni Maccalube) deriva dall’arabo Maqlùb che significa letteralmente “ribaltamento”. Il vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli, presenta il termine nella versione Maccaluba (s.f.) adducendo il seguente significato: “sorgente fangosa con emissioni di metano e anidride carbonica”. Dunque, il nome Maccalube, non è soltanto il toponimo con cui si indica la località, ma anche il nome delle manifestazioni eruttive che hanno le stesse proprietà e caratteristiche di quelle di Aragona.

STORIE E LEGGENDE

Finalmente il capitolo che preferisco, quello dedicato alle leggende. Le popolazioni locali chiamano il sito con l’appellativo di “Occhiu di Macalubi”, conferendogli delle caratteristiche umane.

Le più antiche descrizioni dell’area si devono a Platone, Aristotele, Diodoro Siculo e a Plinio il Vecchio, e all’epoca della dominazione romana, il fango che sgorgava dal terreno, veniva utilizzato per cure reumatiche e di bellezza.

Una di queste leggende vuole che i fenomeni eruttivi dell’area sarebbero iniziati nel 1087, a seguito di una sanguinosa battaglia tra Arabi e Normanni: il liquido grigiastro sospinto dall’attività eruttiva venne chiamato “sangu di li Saracini” (sangue dei Saraceni).

Un’altra leggenda racconta che in un tempo molto lontano, nell’attuale luogo, ci fosse una città di nome Cartagine, che un giorno, a causa di un’offesa fatta alla divinità locale, fosse sprofondata nelle viscere della terra, oppure si fosse “ribaltata”.

Inoltre si pensa che ogni sette anni, a mezzanotte in punto, al centro della collinetta compare un gallo che si mette a cantare e improvvisamente riaffiora la piazza con il mercato dell’antica Cartagine.

Chi si trova nelle vicinanze e senza timore riesce ad avventurarsi nel mercato, vedrà tramutato i oro tutto quello che comprerà e potrà arricchirsi in un batter d’occhio. Non deve, però, farsi prendere dalla paura e nell’attraversare la piazza non deve mai voltarsi indietro altrimenti tutto scomparirà improvvisamente come è apparso.

COME ARRIVARE ALLA RISERVA MACCALUBE

Per accedervi è necessario raggiungere il centro abitato di Aragona (km 56 della S.S. 189 Agrigento – Palermo) e seguire le indicazioni esistenti.

Riserve Naturali in Sicilia - la Riserva orientata Bosco di Favara e Bosco Granza

La Riserva naturale orientata Bosco di Favara e Bosco Granza si trova esattamente nel territorio appartenente alla provincia di Palermo, lungo l’asse tirrenico sovrastato da ampi rilievi e circondato da meravigliose spiagge o scoscese falesie; insomma un tripudio di bellezze naturali proprio nella nostra Sicilia.

E’ un’area naturale protetta della Regione Siciliana dal 1997, che tocca i comuni di Aliminusa, Cerda, Sclafani Bagni, Montemaggiore Belsito; un polmone verde che si estende per ben 3000 ettari, su un territorio agricolo dominato dai boschi, le cui aree, maggiormente preservate, sono anche le più impervie come i rilievi del Monte Soprana (1127 m s.l.m).

Inoltre il comprensorio dell’area protetta rappresenta, da un punto di vista archeologico, un sito molto importante per la Sicilia. In particolare mi riferisco alla zona della Valle del fiume Torto, dove sono state ritrovate testimonianze e raccolti dati significativi risalenti probabilmente al Paleolitico.

Questi ritrovamenti hanno consentito una ricostruzione storica che, senza soluzione di continuità, arriva al Medioevo e all’età moderna. Tra questi ricordiamo: l’insediamento di Mura Pregne, i ruderi di un ponte antico, un insediamento rupestre e le tombe medievali di Cozzo Rena (presso il bivio di Cerda), l’insediamento presso il monastero benedettino di S. Maria di Burgitabis e l’insediamento greco fortificato sul Cozzo Rasolocollo, a nord-est di Cerda.

Presso Sciara vi segnaliamo la Grotta del Morto ed i ruderi del più antico nucleo abitativo, in contrada Stanze.

LA FLORA

In prevalenza troverete boschi di sughera, roverella e leccio, e molto estesi sono anche gli aspetti pre-forestali rappresentati da specie spinose tra cui il pero mandorlino, il prugnolo, il biancospino, il rovo e la rosa canina.

Altre specie presenti sono: la ferula mediterranea, che spesso ospita il fungo di ferula; l’euforbia arborea, l’origano, l’asfodelo mediterraneo, la ginestra ed il cisto.

Degna di nota è la vegetazione di tipo palustre e lacustre insediata nello stagno di Cozzo Bomes (833 m s.l.m.): questo stagno, pur subendo forti variazioni del livello idrico nel corso dell’anno, mantiene sempre una parte centrale che non si prosciuga mai.

LA FAUNA

Il parco conserva un’importante biodiversità animale: sono diverse le specie di uccelli quali il codibugnolo di Sicilia (piccolo uccello insettivoro dalla lunga coda che nidifica sugli alberi più alti), le cince di varie specie, oltre a merli e usignoli che rappresentano “l’orchestra sinfonica” ufficiale del Parco!

E’ possibile incontrare anche i cinghiali, le volpi, le donnole e le lepri appenniniche. Nello stagno di Bomes, vera e propria oasi biologica, troviamo pure varie specie di crostacei, oltre a una grande varietà di insetti.

Insomma per le vostre Vacanze in Sicilia in autunno, quando il sole ancora riscalda e illumina le nostre splendide giornate, trascorrete del tempo immersi nella natura e nel verde della Riserva di Bosco di Favara e Bosco Granza, a pochi Km da Palermo!

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Cosa Visitare in Sicilia - la Riserva dei Pantani di Vendicari, Noto (Sr).

Concedetevi ancora qualche giorno di Vacanza in Sicilia, magari visitando la splendida Riserva Naturale Regionale Orientata Pantani di Vendicari, che si trova esattamente nel territorio appartenente alla città barocca per eccellenza, Noto (Sr).

La Riserva, istituita nel marzo del 1984, interessa un’area di 1435 ettari che consta di una zona umida costiera con pantani salmastri, coste sabbiose, cale rocciose ed ex-saline, oltre a antiche torri e tonnare, testimoni immobili di attività che fanno parte del nostro passato.

Proprio per questo Vendicari è considerata una delle aree protette più interessanti della Sicilia, un vero e proprio gioiello naturale e di grande valenza storica.

Come il nome stesso della riserva lo anticipa, di particolare importanza sono i “pantani” che rappresentano per così dire “un’area di sosta” durante la migrazione di alcuni uccelli. In particolare riconosciamo: il Pantano Piccolo, il Pantano Grande ed il Pantano Roveto. Queste aree sono inglobate all’interno di cordoni rocciosi con basamenti di arenarie, argille e sabbie cementate che arrivano anche a quote di circa 15 m s.l.m.

Sono ben oltre 200 le specie di uccelli che fanno di Vendicari un paradiso terrestre con aironi cenerini, spatole e garzette, cicogne e fenicotteri che transitano in autunno, invece anatre e folaghe, gabbiani corallini e gabbiani zafferani in inverno.

Per quanto riguarda la vegetazione, in questo particolare ecosistema è possibile distinguere due specie vegetali indigene: le alofite, in grado di assorbire acqua con elevato grado di salinità, e le succulente, in grado di accumulare nei propri tessuti elevate quantità di acqua dolce.

Mentre nelle aree sabbiose, le dune sono ricoperte da una vegetazione cespugliosa di garighe, con piante di timo, spinaporci, palme nane, mandragora e numerose orchidee. Inoltre nella zona di cittadella dei Maccari, è possibile trovare una macchia dominata dal ginepro coccolone.

Ma non è tutto… infatti oltre alle bellezze fauno-floristiche, di grande interesse sono i siti archeologici che si trovano in zona: il sito di Eloro, piccola città siracusana fondata intorno al VII sec. a.C.; lo stabilimento ellenistico con le vasche per la lavorazione del pesce; la quattrocentesca Torre Sveva, simbolo di Vendicari, e non molto distante si trova anche la tonnara risalente al ’700, di cui restano le macerie, però è possibile distinguere, ancora in buone condizioni, la ciminiera, alcuni stabilimenti e le case di pescatori.

Se siete in visita nel Val di Noto non dimenticate di visitare la splendida Riserva dei Pantani di Vendicari!

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Riserve Naturali in Sicilia: la Riserva di Cavagrande del Cassibile

Oggi vorrei parlarvi di un vero e proprio paradiso naturale in terra sicula, esattamente nella parte sud occidentale dell’isola. Mi riferisco alla Riserva Naturale Orientata Cavagrande del Cassibile che interessa un’area vasta 2.760 ettari circa, che comprende i comuni di Avola, Noto e Siracusa, e un tratto di circa 10 km, appartenente al fiume Cassibile, uno dei più importanti fiumi della Sicilia, che incassandosi fortemente tra le rocce, genera un grande canyon dalle ripide pareti ricche di vegetazione, che in alcuni tratti supera i 250 metri di profondità.

Il luogo è adatto per accontentare le esigenze di tutti i tipi di visitatori offrendo una vasta scelta di attività da intraprendere all’interno della riserva: itinerari adatti sia per gli amanti di tranquille passeggiate all’ombra delle grandi chiome degli alberi che per quelli appassionati di duro e impegnativo trekking; per gli amanti del fondovalle e per quelli del panorama a monte; per gli amanti degli aspetti naturalistici e per gli appassionati di archeologia, ma soprattutto per gli amati (come me) delle nuotate immersi nella meraviglie offerte da madre Natura!

Infatti percorrendo un antichissimo sentiero conosciuto come “Scala Cruci”, in circa 30 minuti, si arriva agli splendidi laghetti alimentati da suggestive cascate, circondate da una rigogliosa vegetazione, dove il bagno nelle fresche e limpide acque è d’obbligo per un’esperienza davvero unica. Vi troverete immersi in un paesaggio completamente diverso da quello che ci aspetta di trovare in Sicilia… Un verde angolo di paradiso in una terra di fuoco!

I laghetti si trovano esattamente all’interno della Gola di Cavagrande dove è possibile scorgere, sulla sinistra, uno dei siti archeologici di cui vi parlavo all’inizio, e cioè la cosiddetta Grotta dei Briganti o “Cunsiria”, un’apertura scavata nella roccia che rappresenta una piccola testimonianza di quegli insediamenti che caratterizzano tutte le zone rocciose del sud-est della Sicilia. Anche se all’apparenza può sembrarlo, in realtà non si tratta di una singola grotta, ma bensì decine di grotte scavate al suo interno. Nei secoli questo complesso rupestre è stato abitato dai siculi, dai bizantini, dagli arabi (che vi realizzarono la conceria delle pelli da qui il nome “Cunziria”), fino all’ottocento quando i briganti la utilizzarono come rifugio (da cui il nome “grotta dei briganti).

Altri ritrovamenti di grande valenza archeologica e antropologica sono rappresentati dal Complesso rupestre dei Dieri e dalla Necropoli del Cassibile.

I Dieri (volgarmente conosciuti come dderii, villaggio bizantino o “grotte re tri pirati”) sono un complesso rupestre di tipo trogloditico, caratterizzato da grotte scavate presumibilmente dai siculi tra il sec. XI e il IX a.C. Potrete raggiungere questo sito percorrendo uno stretto sentiero scavato nella roccia ubicato nella parete destra del vallone (lato Avola), in corrispondenza della contrada “Monzello di pietre”.

Invece è più a valle, precisamente dove il fiume lascia le colline per scorrere nella pianura, che i siculi realizzarono una vasta necropoli: centinaia di insenature nelle quali seppellivano i loro morti. Il sito assomiglia molto alla necropoli di Pantalica.

Questa riserva di incommensurabile bellezza, come avete potuto capire è un connubio perfetto tra storia e archeologia, flora (platano, salice, oleandro, edera, felce, ecc.) e fauna (libellule, farfalle coloratissime, ricciolo, volpe, capinera, cuculo, gheppio, ecc.), aspetti geomorfologici e archeologici.

Solo in Sicilia potrete trovare luoghi meravigliosi e incontaminati come la Riserva di Cavagrande del Cassibile!

Cosa state aspettando? Prenotate le vostre vacanze in Sicilia nella parte sud orientale della nostra bella isola!

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