Mare in Sicilia: le Spiagge di Capaci e Isola delle Femmine, Palermo


Volete sapere dove andare a mare se avete organizzato le vostre vacanze in Sicilia a Palermo? Oltre alla spiaggia di Mondello a pochi chilometri dal centro storico della città, potrete spostarvi presso le spiagge di Capaci e Isola delle Femmine.

La spiaggia di Capaci è infatti situata a circa 20 chilometri da Palermo, facilmente raggiungibile tramite la A29 che porta a Trapani, uscendo allo svincolo per Capaci, da dove è sufficiente seguire le indicazioni che portano in spiaggia. Si tratta di un litorale molto lungo, di sabbia bianca e finissima, bagnata da un bel mare turchese e cristallino, che presenta lunghi tratti caratterizzati da fondali bassi e sabbiosi. Arrivati nei dintorni, potrete scegliere tra l’unico tratto di spiaggia libera del paese, restituito ai cittadini da Legambiente, e l’area degli stabilimenti balneari.

Curiosità

Per spiegare l’origine del nome di “Capaci” una leggenda racconta che sul vicino isolotto di Isola delle Femmine, un tempo vi si fossero stabilite tredici ragazze, scacciate dai loro congiunti a causa di gravi peccati commessi. Vissero lì per sette lunghi anni, fino a quando i familiari non concessero loro il perdono. Decisero così di stabilirsi sulla terra ferma, sul luogo dove sorge l’odierno paese, che vollero chiamare, appunto, “Cca paci”, in nome della “pace” familiare ritrovata.

Il litorale di Isola delle Femmine, invece, primo comune che si incontra sulla statale dopo Sferracavallo, offre una lunga spiaggia occupata da diversi stabilimenti balneari con numerosi servizi. Come per spiaggia di Capaci, è possibile raggiungere Isola  attraverso l’autostrada A29 direzione Trapani, uscita Isola delle Femmine. Adiacente al lido di Capaci presenta un litorale che si estende per circa 1 Km, bagnato da un mare particolarmente limpido e di un bel verde smeraldo. I fondali sono bassi sul lato che guarda la terraferma, molto più profondi sul lato nord.

Curiosità

Per quanto riguarda il nome probabilmente le “femmine” non hanno nulla a che fare con il luogo né con l’isolotto che sorge a circa 300 metri dalla costa, come vuole la leggenda che vi ho sopra raccontato.

Il nome, infatti, deriverebbe dall’arabo “Fim” che significa insenatura, oppure dal nome di Eufemie, governatore bizantino di Messina. E’ perfettamente visibile dalla terra ferma, la torre di avvistamento cinquecentesca che si erge al centro dell’isola. L’area è oggi una riserva naturale gestita dalla Lega Italiana Protezione Uccelli di Isola, nata per tutelare i numerosi volatili che vi fanno tappa e le 145 specie vegetali che la popolano.

Non vi resta altro che scegliere la vostra destinazione balneare e stendervi comodamente sotto il caldo sole delle estati siciliane!

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Comments (3)

  1. Si tratta in realtà di un orrendo spiaggione sovraffollato.
    La descrizione che si legge forse si avvicina alla realtà delle prime giornate primaverili; dico forse perchè, se da un lato davvero il mare in quel periodo è cristallino, dall’altro l’incuria a cui è lasciata la spiaggia la rende una discarica a cielo aperto, coperta da ogni genere di rifiuti.
    nel periodo estivo le strutture che si affacciano sulla spiaggia, le zone limitrofe e gli stessi lidi si affollano fino all’inverosimile, procurando un livello di antropizzazione impensabile – aiutato dal fatto che l’illegalità diffusa porta alla presenza di numerosi scarichi fognari occultati sotto la sabbia, che d’inverno si vedono benissimo e d’estate, scaricando melma in mezzo alla gente, rendono l’acqua verde e limacciosa.
    I lidi affollatissimi e con musica a palla, le spiagge libere abbandonate tra i rifiuti, la raccolta della spazzatura inesistente che rende ogni cassonetto una discarica lunga decine di metri e con muri di rifiuti ad altezza d’uomo, rendono una baia potenzialmente attraente in un incubo da evitare ad ogni costo. Questa è la realtà delle spiaggie di isola e capaci, non certo quella onirica descritta dall’articolo.

  2. Ciao Cico e grazie per il commento. Siamo stati a Capaci/Isola fino alla settimana scorsa ed abbiamo notato che in parte hai ragione.

    Diciamo in parte perchè in realtà la spiaggia è sovraffollata spesso nei week end, quando tutti i Palermitani (E non solo) si riversano proprio nelle spiagge limitrofe.

    E’ chiaro anche che ad Agosto c’è il pienone, e, a nostro avviso, il periodo migliore per godersi un pò di mare è sicuramente maggio – giugno – settembre. Dopodichè, fermorestando l’incuria di molti, siamo dell’idea che i primi a darci da fare dobbiamo essere proprio tutti noi, ecco perchè sosteniamo attività come quella del gruppo facebook “Palermo Pulita” che lavora proprio per ripulire le spiagge limitrofe.

    Speriamo che continuerai a leggerci e che anche tu sarai un attivo sostenitore della nostra bella isola, magari, nel tuo piccolo, cercando di migliorare, per quel che si può, le nostre spiagge!

    • certamente.
      Se potrò contribuire segnalando casi di tenore opposto a quello che ho descritto, ne sarò ben lieto.
      Purtroppo mi fa rabbia trovare spiagge potenzialmente attraenti come quella di Isola/Capaci nelle condizioni in cui si trovano da qualche tempo – da qui la veemenza del mio commento.
      In ogni caso confermo che sovraffollamento è concentrato specialmente nei weekend (la spazzatura invece non fa distinzione tra giorni feriali e giorni festivi): ciò causato da turismo locale, certo, ma non gestito. Basta guardare spiagge come quella di Alcamo, il tutto esaurito di molti lidi che ho riscontrato domenica scorsa non si traduceva in caos ed inciviltà, ma semplicemente nella assegnazione di tutti i posti disponibili senza compromettere vivibilità ed ordine delle strutture.
      Ci sono esempi di razionalità da diffondere e proteggere, ma è necessario deplorare duramente i casi di pessima gestione e le loro dirette conseguenze.

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