Per le vostre Vacanze in Sicilia nella parte occidentale dell’isola, da non perdere, principalmente per la bellezza dei luoghi, è la “Riserva Orientata Saline di Trapani e Paceco” che si estende nell’ area a sud di Trapani, dalla periferia del capoluogo fino alla frazione di Salina Grande, a cavallo dei territori comunali di Trapani e Paceco.
Nasce nel maggio del 1995 anno in cui, dopo un lungo periodo di abbandono, venne affidata all’Associazione Italiana per il WWF, la quale ha lavorato per un nuovo rilancio delle attività produttive, con l’approvazione di interventi di restauro e recupero degli impianti abbandonati.
Oggi la Riserva che costituisce una delle più importanti aree umide costiere della Sicilia occidentale, si estende per quasi 1.000 ettari, suddivisi in zona A e zona B (Pre-Riserva). Gran parte della Riserva include proprietà private, dove piccole e grandi imprese esercitano la millenaria attività della “coltivazione” del sale secondo le tecniche tradizionali in uso da secoli; inoltre ancora oggi alcuni di questi impianti conservano i nomi dei proprietari fondatori.
Sono molto interessanti anche gli aspetti faunistici (uccelli, pesci, artropodi), floristici e vegetazionali, ai quali si uniscono, portando un valore aggiunto, anche gli aspetti di tipo paesaggistico, etno-antropologico, architettonico e storico.
A tal proposito, andiamo un po’ indietro nel tempo per scoprire l’evoluzione dell’area e la valenza economica delle saline nella storia della Sicilia.
La presenza delle saline è documentata già periodo della dominazione normanna sull’isola, infatti sotto il regno di Federico II di Svevia fu istituito il monopolio di stato sulla produzione del sale, che si protrasse anche durante la dominazione angioina; ma fu sotto la corona spagnola che l’attività di produzione del sale raggiunse il suo acme, trasformando il porto di Trapani nel più importante centro europeo di commercio di questo prezioso elemento. Con
l’Unità d’Italia e la concorrenza delle saline di Cagliari iniziò la decadenza delle saline trapanesi, accentuata dallo scoppio della Seconda guerra mondiale e dalla concorrenza straniera. Molte delle saline furono dismesse o abbandonate, fino al 1995, quando il WWF ne acquisì la gestione.
La particolare geomorfologia della costa, caratterizzata dalla presenza di lagune e pantani costieri, permette ai bacini artificiali utilizzati per l’estrazione del sale, di ospitare anche una grande diversità biologica. Sono infatti molti gli uccelli che trovano in questo ambiente sosta e cibo durante le migrazioni verso l’Africa.
Vediamo adesso come si ricava il sale.
Le acque del mare convogliate in vasche artificiali subiscono concentrazioni successive sino a che, ad evaporazione inoltrata, il cloruro di sodio si cristallizza nel fondo. Poiché le sostanze contenute nell’acqua del mare sono molteplici, altre operazioni sono necessarie per giungere ad un prodotto di ottima qualità. Inoltre un notevole impatto paesaggistico è rappresentato dalla presenza di numerosi mulini a vento utilizzati per pompare l’acqua tra i bacini. Uno spettacolo di rara bellezza!
Una volta arrivati presso la Riserva vi consiglio di attuare il percorso, che attraverso una rete di sentieri, vi permetterà di assistere alle varie fasi della lavorazione del sale ed alla creazione di apposito punti da dove poter osservare gli uccelli nei loro ambiente naturale.
Un’esperienza unica, durante la quale potrete stare a contatto con ambienti “spettacolari” e animali e piante eccezionali, il tutto a pochi passi dalla splendida città di Trapani dove sarà possibile visitare lo spazio espositivo riguardante proprio la riserva delle Saline di Trapani e Paceco e l’isola della Colombaia.
Rintraccia Trapani nella Mappa!
Visualizza Trapani in una mappa di dimensioni maggiori
