Da non Perdere in Sicilia – Storia della Tonnara Florio a Favignana


Questa estate ho trascorso le mie vacanze nella splendida isola di Favignana. Alloggiavo in un appartamento che si affacciava sui maestosi stabilimenti della tonnara che delimitano l’ingresso del porto e sull’elegante palazzina neogotica che si affaccia sul molo.

Tangibili testimonianza della presenza di questi grandi industriali siciliani che per quasi un secolo furono i signori dell’isola.

Il capostipite del casato, Vincenzo Florio, al suo esordio nel mondo degli affari, si era particolarmente interessato alla fiorente attività della pesca del tonno.

Inoltre egli entra in società con i Pallavicini, che fin dal dicembre del 1637 erano i proprietari delle isole Egadi e assume la gestione delle tonnare di Formica e di Favignana, le più grandi e più importanti della Sicilia.

Inizia a questo punto il legame di Casa Florio con l’isola di Favignana, destinato a perpetuarsi anche nel corso delle successive generazioni.

Con Vincenzo Florio ha inizio la produzione di tonno sott’olio. Vediamo come…

Nei primi anni del XIX secolo l’attività della tonnara era molto redditizia; addirittura il pescato di una stagione si aggirava intorno a sette, ottomila esemplari. Lo smercio del pesce, tuttavia, presentava notevoli inconvenienti dato che veniva immesso sul mercato tutto insieme e in notevole quantità, e le dissestate condizioni delle strade siciliane non consentivano il trasporto in tempi brevi nelle principali città dell’isola.

Nasceva quindi l’esigenza di provvedere alla sua conservazione. Nel trapanese e a Favignana, per la conservazione veniva utilizzato il sale, che purtroppo si diceva causasse l’insorgere dello “sgorbuto”, che sovente colpiva i marinai durante la navigazione.

Per far fronte alla situazione Vincenzo Florio decise di provare a conservare sott’olio una parte del pescato. Fortunatamente l’esperimento diede esito positivo e nacque così a Favignana una fiorente industria conserviera, che diede grandissimo impulso sia alla pesca che allo smercio del tonno.

Nel 1859, intanto era giunto alla scadenza il contratto di gabella delle tonnare di Formica e di Favignana, stipulato nel 1841 fra Vincenzo Florio e i proprietari delle Egadi. L’industriale siciliano, impegnato in varie altre attività, decise di non rinnovarlo.

Il legame fra i Florio e Favignana tuttavia non era destinato ad estinguersi. Sarà infatti il figlio di Vincenzo, Ignazio, dopo la morte del padre ad acquistare dagli antichi proprietari le isole Egadi.

Favignana a questo punto è diventata l’isola dei Florio per antonomasia. I vari membri del casato, Ignazio senior con la moglie Giovanna d’Ondes e poi il figlio Ignazio junior, con la bellissima consorte Donna Franca, giunge­vano nell’isola, a bordo dei loro lussuosi yacht, accompagnati da una numerosa corte di parenti e di amici, per assistere alla mattanza o per trascorrere un periodo di vacanza a contatto con uno splendido mare e con una natura selvaggia ed incontaminata.

La frequente presenza dei nuovi signori dei loro accompagnatori, rende necssario predisporre comodi alloggi per ospitarli, e così nel 1878 Ignazio Florio dà incarico a Giuseppe Damiani Almeyda, uno dei più prestigiosi architetti palermitani del tempo, di costruire una casa di abitazione (l’elegante palazzina neogotica che si affaccia sul porto) e di ristrutturare i fabbricati della tonnara.

In breve la tonnara dei Florio, ingrandita ed attrezzata per la nuova attività di inscatolamento, diviene uno dei più grandi complessi di industria alimentare del mondo, all’avanguardia dal punto di vista tecnologico e con una produzione che, per quantità e qualità, è in grado di competere con le più grosse fabbriche straniere.

Purtroppo con lo scoppio della Grande Guerra, benessere e serenità abbandoneranno definitivamente la famiglia Florio e Favignana.

Ignazio e il fratello Vincenzo, alla fine degli anni Venti vedevano già la loro situazione economica grandemente compromessa e avevano deciso così di dare un assetto societario alle tonnare di Favignana e di Formica e avevano costituito a Roma la società Anonima Tonnare Florio.

Una società che aveva avuto, però, vita breve. Il tracollo finanziario, infatti, era ormai inarrestabile ed anche per le tonnare era dovuto intervenire l’I.R.I. acquistando la maggioranza del pacchetto azionario, ed estromettendo del tutto i Florio dalla società.

Oggi la Tonnara Florio di Favignana, non è più funzionante, ma è stata ripristinata nel 2010 come sede di attuazione di progetti culturali.

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