Questo articolo è dedicato a Catania e alla sua storia. Leggendo questo articolo capirete finalmente l’eterna rivalità con la capitale Palermo, che risale a tempi lontanissimi.

L’antica città di “Katane” venne fondata dai coloni calcidesi durante la più antica fase della colonizzazione greca della Sicilia. Il primo insediamento sorse su un’altura che divenne l’acropoli della città.

L’insediamento greco si spiega, oltre che con vicinanza allo stretto di Messina (porta verso il Tirreno), con la fertilità della pianura ai piedi dell’Etna, montagna nota ai Greci fin da tempi remoti come attestano i poemi omerici.

Nel 263 a.C.,  all’inizio della seconda guerra punica, la città venne conquistata dai Romani. L’età imperiale è testimoniata ancora oggi da magnifiche ricchezze come l’Anfiteatro e il Teatro, capaci di ospitare rispettivamente 15.000 e 7.000 spettatori; l’Odeon e il Foro, i cui resti nella piazza S. Pantaleone confermano come l’attuale via Vittorio Emanuele corrisponda al tracciato di un’importante arteria antica; quattro edifici termali: uno trasformato in età bizantina nella chiesa si S. Maria della Rotonda, le Terme Achilliane sottostanti la Cattedrale, quelle sotto S. Maria dell’Indirizzo, altre in piazza Dante.

La diffusione del Cristianesimo è certamente anteriore al secolo IV e attestata dai martiri Agata (che diverrà la patrona della città) ed Euplo.

Riconquistata dai Bizantini nel 535 passò sotto il dominio dell’Islam durante il IX secolo; di questo momento della storia urbana ci parlano soltanto le fonti scritte, ma è con i Musulmani che comincia a prendere forma il paesaggio agrario che caratterizza il territorio catanese grazie all’importazione di nuove colture e alle tecniche di irrigazione.

Piazza Duomo a CataniaDopo la conquista normanna del 1071 ha inizio la costruzione del Duomo e con questo si fissa quello che a tutt’oggi è il centro cittadino.

Dobbiamo però dire che il passaggio dalla dominazione musulmana a quella normanna determinò a Catania una crisi economica generata dall’interruzione dei traffici con il nord Africa e dal disfacimento dell’organizzazione delle campagne: dalla parcellizzazione in piccole proprietà si tornava al latifondo e il territorio veniva riorganizzato da nuovi nuclei rurali gravitanti ciascuno attorno ad un monastero.

Tra questi il più importante fu quello dei Benedettini poiché l’abate era anche il vero signore della città. Da qui derivò l’enorme ruolo economico svolto dai Benedettini nella storia catanese, manifestato anche dall’eccezionale rilievo monumentale del complesso di S. Nicolò.

Il potere del Vescovo-Abate venne in qualche modo ridimensionato in età sveva con Federico II, che con il castello Ursino edificò al tempo stesso la struttura difensiva della città e il simbolo del potere imperiale.

Con l’avvento della dinastia Aragonese ha inizio per Catania un periodo particolarmente felice, perché fu spesso sede della corte (alcuni sovrani sono sepolti nella Cattedrale) e perché essa – eternamente terza dopo Palermo e Messina – poteva rivaleggiare finalmente con le capitali amministrative e commerciali della Sicilia.

I segni più vistosi della predilezione degli Aragonesi sono dati dal potenziamento delle strutture portuali e dalla fondazione del “Siculorum Gymnasium” che fu la prima, e per secoli l’unica, università siciliana.

Terremoto del 1693 Con il XVI secolo però, la città tornò a chiudersi in se stessa: non si ebbero i fenomeni di trasformazione e i fastosi abbellimenti che caratterizzarono invece Palermo e Messina. Ma il peggio doveva ancora arrivare.

La seconda metà del XVII secolo fu scandita da un’impressionante susseguirsi di sciagure: una crisi economica aggravata nel 1669 con un eruzione del vulcano che distrusse tutto il fertile territorio circostante arrivando fino al mare, risparmiando la città che venne rasa al suolo a causa del terremoto del 1693 che colpì tutta la Sicilia sud-orientale.

Il viceré Uzeda inviò come suo luogotenente Giuseppe Lanza duca di Camastra per dirigere le operazioni di soccorso e la ricostruzione della città che verrà ricostruita sulle macerie dell’antico sito. Parallelamente alla ricostruzione si posero le basi dell’espansione verso nord, al di là delle mura lungo l’attuale via Etnea.

A favorire questa espansione vi erano già a nord della porta gli insediamenti chiamati della Consolazione e del Borgo, formatisi per accogliere i profughi delle campagne dopo l’eruzione del 1669.

Il Teatro Vincenzo Bellini a CataniaSubito dopo l’Unità d’Italia, furono molti i fenomeni che contribuirono a mutare il volto della città come: la costruzione della ferrovia, delle infrastrutture che faranno di Catania lo sbocco naturale per il commercio dello zolfo e la costruzione della massima gloria cittadina ovvero il teatro dedicato a Vincenzo Bellini.

Dal secondo dopoguerra – che vede al suo inizio il triste episodio dell’assalto al palazzo degli Elefanti e l’incendio che distrusse l’Archivio storico municipale – Catania inizia a mutare sempre più velocemente il suo volto anche’per la creazione a sud del Simeto, di un vasto polo industriale.

 

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