Questo articolo è dedicato alle origini della città di Messina che è risorta dopo la catastrofe sismica del 1908. Leggiamo insieme l’evoluzione storica della “città tutta nuova”.

Messina trova le sue origini dal porto. A differenza degli insediamenti pre-greci, che avevano occupato un sito poco distante dalla costa portuale, i coloni greci del VI secolo a.C. avevano definito il loro spazio urbano proprio a cavallo tra la falce di S. Ranieri e il suo continuo portuale non peninsulare.

Il porto conosceva progressive espansioni di traffico, quando nel V secolo con i Messeni poteva dominare la via commerciale nello Ionio, con conseguente espansione urbana, arrestata nel 396 a.C. a causa della distruzione da parte dei Cartaginesi.

La nuova Messina venne ripopolata dai Dionisio di Siracusa, e divenne la prima città dominata dai Romani nel 263 a.C. Fino alla caduta dell’Impero Romano d’Occidente, la città conobbe prosperità, essendo amministrata con propri statuti. Dopo il 476 le invasioni barbariche avviarono un periodo di decadenza, che con la dominazione bizantina veniva però interrotto, avendo i dominatori ripristinato il porto della città nel suo originale ruolo di tappa mediterranea.

Circondata da robuste mura, e difesa dalla libertà dei propri statuti, si opponeva con grande resistenza all’invasione musulmana, capitolando in fine nell’843.
Alla dominazione araba seguì un periodo di abbandono e di decadenza per Messina, mentre fu invece epoca florida per la Sicilia occidentale e particolarmente per Palermo.

Immagine Antica Porto MessinaNel 1061 i Normanni si impadronirono della città, sollecitati pare dagli stessi messinesi. Il basso Medioevo normanno rilanciava l’attività urbana a Messina; il porto tornò a essere valorizzato e i grandi signori vi accentrarono i loro interessi amministrativi e vi costruirono il Palazzo Reale.

Il rilancio dell’attività commerciale attraeva gruppi etnici, come gli Ebrei, gli Armeni e altre popolazioni provenienti dalla Grecia, da Genova, da Pisa, da Amalfi, da Firenze.

Episodio urbanistico di grande rilievo fu la costruzione del cenobio basiliano di S. Salvatore, fatto edificare dal Conte Ruggiero tra il 1122 e il 1132 a qualche centinaio di metri dal forte di S. Anna. Nel secolo XIII la dominazione sveva curava con criteri di pianificazione lo sviluppo della città a nord del Duomo. A marcare il passaggio verso quella “città nuova” era pure la costruzione di una fortezza, il Castellammare, edificata tra la porta della dogana nuova e l’Annunziata.

Il trecento messinese confermava il ruolo-cerniera di questo secolo in cui l’imprenditoria straniera, ben radicata nei settori portanti della seta, della lana e delle pelli, conquistò poteri nuovi. La nuova borghesia venutasi a formare sarebbe stata la grande protagonista dei destini urbanistici della città già dal 400 con iniziative di architettura residenziale ed ecclesiastica.

Piazza Duomo, Strada Austria, Strada Colonna, grandi operazioni urbanistiche cinquecentesche seguivano, nel consolidamento borghese, a interventi di minore portata. Perseguendo tale obiettivo, significativi tentativi di attrezzatura culturale e architettonica venne attuata da un’importante attività gesuitica.

L’utopia politica di Messina capitale, trovò definitivo argine con la rivolta anti spagnola del 1674/78, domata e punita dagli stessi spagnoli con gravi danni alla memoria e al patrimonio del prestigio cittadino. Messina si presentava come una conchiglia vuota, nel secolo dei lumi, avendo più che dimezzato i propri abitanti, non era infatti florido lo stato economico né quello demografico del 1783.

I Borboni, vollero una città nuova così i lavori di ripristino procedevano anche se molto lentamente e andarono avanti fino a Ottocento inoltrato, anche a causa dell’alternanza politica franco-borbonica.Tra il 1824 e il 1860 venivano ultimate le carrozzabili Messina/Palermo e Messina/Siracusa, che anticipavano il ruolo e gli effetti dei tronchi ferroviari omonimi.

Macerie a Messina del terremoto del 1908L’unità d’Italia complicava inoltre gli equilibri già precari della commercializzazione dei prodotti, scoprendo il divario produttivo Nord-Sud e particolarmente determinando per Messina la revoca di prerogative fiscali.

Il terremoto del 1908 non raderà completamente al suolo Messina ma provocherà danni irreversibili sull’intera morfologia urbana.

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