Perché visitare la Sicilia, ve lo siete mai chiesti? La Sicilia è un’isola magica ricca di storia e di arte, ma anche di tanto mare e tanto sole!

Cominciamo la nostra avventura alla scoperta della Sicilia attraverso un escursus culturale seguito da un viaggio nel tempo, che ci porterà a prendere più confidenza con questa fantastica isola.

Il nostro amato Leonardo Sciascia scrivendo di Sicilia e di “sicilitudine”, rammentava due tesi opposte a proposito della cultura dell’isola: una Sicilia “sequestrata” e una Sicilia aperta alle relazioni e agli scambi.

La prima tesi, certo la più autorevole e diffusa, elaborata da Giovanni Gentile, considera questa cultura un fenomeno locale, indigeno, strettamente connesso alle specificità dell’ambito regionale; molti intellettuali e studiosi non solo locali, optano, invece, per una Sicilia dai vivaci rapporti culturali, sia con il continente che con l’Europa.

L’insularità può essere quindi un elemento che unisce o divide, a seconda di come viene giocato culturalmente. L’importanza e il richiamo del MARE, in particolare nella dinamica storica e paesistica, si impone come essenziale per la Sicilia, ancor più strettamente legata ad esso non solo in quanto isola, ma anche per quella singolare forma a tre punte, che definì l’antico suggestivo nome di TRINACRIA, accanto al quale esistevano anche i nomi derivanti dalle popolazioni che la abitarono (Sicilia, dalle popolazioni Sicule, e Sicania, dai Sicani).

La storia della Sicilia, infatti, è stata influenzata da tanti e da grandi dominatori che hanno arricchito il territorio di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno della regione uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni.

Dipinto Valle dei Templi AgrigentoDopo l’età preistorica e quella dei metalli, le civiltà più illustri insediatesi in Sicilia sono state quella greca e quella fenicia. La dominazione dei Fenici non è datata in modo certo ma sappiamo che si sono stanziati nella parte occidentale dell’isola in età anteriore a quella ellenica (o forse contemporaneamente agli elleni).

È Proprio grazie agli elleni che la Sicilia appare un’isola “greca” affacciata sul Mediterraneo, dalle grandi spiagge e dalla vegetazione intensa , superba di templi e città, per la maggior parte collocate sulla costa o in stretta prossimità: Siracusa, Agrigento, Catania, Palermo, Selinunte, Marsala, per non ricordare che le principali.

La presenza romana, invece, si consolidò nell’isola al termine della terza guerra punica (146 a. C.) – dai Punici, altro nome dei Fenici – dopo la distruzione di Cartagine. Da questo momento in poi, il Mediterraneo sarà spazio di conquista dell’Islam e la Sicilia diventerà un importante nodo strategico e una roccaforte dell’ortodossia (tra il 678 e il 751 tutti i papi, tranne due, furono siciliani).

La politica economica degli Arabi musulmani determinò una fioritura del commercio e fece della capitale Palermo, una grande città ricca di orti e giardini meravigliosi, grazie alle progredite tecniche di ingegneria idraulica di cui gli arabi furono maestri; svilupparono inoltre l‘agricoltura, l’industria della pesca, dell’estrazione dei metalli e delle manifatture tessili.

I protagonisti del mondo mediterraneo stavano nuovamente cambiando. Nel 1060 Ruggero il Normanno sbarcò a Messina “inaugurando”, così, l’avanzata normanna nell’isola. Quando nel 1211 Federico II si fece incoronare imperatore del Sacro Romano Impero allo scopo di entrare in possesso del regno normanno, la Sicilia vive il suo momento di massimo splendore nelle arti.

Con Federico II l’immagine della Sicilia tende a ritornare compatta e intera, in un interazione di luoghi e di funzioni. La lotta di Federico contro i baroni – i quali avevano costituito potenti entità territoriali che formavano stati dentro lo stato – cerca di dare unitarietà militare e giuridica all’isola. E’ allora che emergono le fortezze imperiali e le città costiere.

Alla morte dell’imperatore (1250), in Sicilia si completa l’integrazione tra strutture militari, civili e religiose. Si assiste così al fenomeno dell’inserimento urbanistico dei conventi egli ordini mendicanti che stabilizza in via definitiva le aree urbane periferiche interne alle mura di cinta. Palermo e Messina vedono così completata la propria articolazione monumentale che resterà per secoli.

I Vespri Siciliani di HayezCon l’avvento del potere Angioino (1266) si verifica una forte spinta alla rifeudalizzazione, causa non secondaria della guerra dei Vespri (1282) ; questa tendenza prosegue anche nell’età aragonese e finirà per caratterizzare, in modo duraturo, la vita politica e l’assetto territoriale del regno siciliano.

All’inizio del ‘400 il legame di dipendenza del regno di Sicilia al regno di Aragona è sancito dalla presenza nell’isola del primo viceré (1415); il ruolo subordinato nei confronti della Spagna sarà destinato a durare fino al 1712.

Tra il ‘500 e il ‘700 nasce la Sicilia delle grandi realizzazioni barocche. È proprio questo segno barocco l’aspetto più duraturo della Sicilia ed è uno dei primi motivi del suo fascino.

A partire dalla seconda metà del ‘700, una tendenza illuminista e cautamente riformista introduce nuove tematiche sociali mancanti però del grande impatto con l’opera riformatrice dei Francesi, che tanta parte ha avuto nell’imprimere un nuovo ruolo economico e un nuovo volto urbanistico alle principali città italiane.

Tuttavia le riforme ci furono, anche se piuttosto isolate; una di queste interessò il mondo dell’arte: il fascino che l’isola riscosse attraverso le pagine letterarie di scrittori illuminati, dissolveva lentamente l’isolamento in cui il paese era piombato. Fu soprattutto grazie alle avventure di viaggio raccontate nelle pagine di Patrick Brydone (1773), che la Sicilia venne fissata nell’immaginario collettivo come una terra da esplorare.

Discesa notturna verso Palermo di Garibaldi e i suoi MilleFu nella Palermo borbonica, nel 1812, che venne promulgata la prima costituzione in terra italiana; da Palermo iniziarono i moti rivoluzionari contro l’assolutismo borbonico del 1848 – grazie a Ruggiero Settimo che ridiede la libertà alla Sicilia per il periodo di un anno – e del 1860 , data in cui le “giubbe rosse” di Garibaldi, governatore della Sicilia in nome di Vittorio Emanuele II, trovò nelle migliaia di siciliani insorti ( i famosi “picciotti”) la chiave per sconfiggere un esercito di gran lunga superiore.

Il 1° dicembre 1860 la Sicilia divenne infine italiana. Una non indifferente parte della classe dirigente insulare era contraria ad un’annessione pura e semplice e avrebbe voluto conservare l’autonomia, ma Cavour, facendo votare per la fusione, infranse queste aspirazioni. Un altro tentativo di indipendenza dell’isola venne intrapreso, senza successo, all’indomani dello sbarco alleato in Sicilia nel luglio del 1943, da Andrea Finocchiaro Aprile.

Il 10 febbraio 1944 la Sicilia venne restituita all’Italia. Oggi la Sicilia è una delle cinque regioni italiane a statuto speciale cioè una regione a cui viene garantita una particolare autonomia e/o assegnati specifici poteri delegati dall’organo centrale. Lo statuto speciale siciliano venne concesso il 15 maggio 1948, convertitosi in legge costituzionale n. 2 del 26 febbraio 1948.

 

Scopri cosa visitare nelle  città siciliane cliccando sul capoluogo che più ti interessa: Palermo; Trapani; Agrigento; Caltanissetta; Enna; Siracusa; Ragusa; Catania; Messina.

 

Iscriviti alla nostra newsletter

* Campi obbligatori

Commenta