A circa 97 km di distanza da Agrigento km 97, ad una altitudine di 949 m., si trova il paese di Caltabellotta, ideale per delle vacanze immersi nel verde degli splendidi monti siculi.
La particolare posizione di Caltabellotta, per oltre 2000 anni, ha offerto a questo borgo montano, un ruolo strategico sul territorio che va dal fiume Belice al fiume Platani. Contesa, dominata e distrutta dai popoli che si sono succeduti in Sicilia, la città è sempre riuscita a rinascere dalle proprie macerie, cambiando nome e ubicazione.
Oggi Caltabellotta presenta un’architettura urbanistica caratterizzata da tipiche casine raggruppate una sull’altra, decorate con splendidi portalini, con vicoli scoscesi alternati a gradinate, stradine basolate, archi di pietra che si allargano in suggestive piazzette. Un vero e proprio gioiello montano!
UN PO’ DI STORIA
Le sue antiche e nobili origini sono testimoniate da alcuni resti archeologici che si trovano a Sant’Anna, frazione che sorge a valle del paese.
Nasce come città sicana e nel VI sec. a.C. i greci la chiamarono Triokala, per evidenziare le sue tre qualità: abbondanza d’acqua, fertilità del suolo, saldo presidio naturale.
Teatro della II guerra servile (103-99 a.C.) che oppose gli schiavi all’oppressione di Roma, Triokala fu devastata dai Romani e poi ripopolata. Divenne una delle prime sedi vescovili in Sicilia, dalla metà del secolo I d.C. fino almeno al 787, e fiorente centro bizantino.
Furono proprio gli arabi a donarle il tipico impianto urbanistico e il nome di Kalat-al-Ballut (fortezza delle Querce), da cui deriva l’odierno Caltabellotta.
COSA VISITARE A CALTABELLOTTA
Nel centro storico potrete visitare graziose chiesette di varie epoche storiche come la Chiesa Madre, la Chiese di S. Francesco di Paola, del S.S. Salvatore, della Pietà, di S.Agostino; l’Eremo di San Pellegrino, e il Castello normanno in cui venne molto probabilmente firmata la storica Pace di Caltabellotta che pose fine alla guerra del Vespro fra Angioini e Aragonesi.
IL CASTELLO
I normanni si impossessarono di Caltabellotta nel 1090, e dopo aver distrutto la fortezza araba, edificarono il proprio Castello, le cui suggestive rovine sono visitabili sul Monte Castello, da cui godrete di una vista mozzafiato che spazia a sud, da Capo Bianco fino all’isola di Pantelleria, e a nord verso le valli e le vette dei Monti Sicani.
L’EREMO DI SAN PELLEGRINO
L’edificio che sorge nella zona più alta del paese, presenta le caratteristiche linee gotiche. Esso si può raggiungere attraverso un’antica e impervia gradonata o percorrendo la moderna strada panoramica di viale Savoia.
L’Eremo, insieme alla piccola chiesa, venne edificato nel XVII secolo, ristrutturato e ampliato durante il XVIII dall’eremita Stefano Montalbano.
La chiesetta presenta uno splendido portale in stile barocco impreziosito da un medaglione decorato. Percorrendo un atrio che si trova alla sua sinistra, si accede a due profonde grotte che nel tempo furono adibite a veri e propri santuari legati al culto del mitico San Pellegrino, vescovo di Triocala. Esse custodiscono splendidi affreschi, nicchie e suppellettili appartenuti, secondo la leggenda, al vescovo.
COSA MANGIARE A CALTABELLOTTA
Patate a sfinciuni , pane condito con olio extravergine d’oliva, fichi e pomodori secchi, mandorle, formaggi, ricotta fresca e miele.
Rintraccia Caltabellotta nella Mappa!
Visualizza Caltabellotta in una mappa di dimensioni maggiori
